Il disturbo ossessivo compulsivo è classificato nel DSM-V tra i disturbi d’ansia, può manifestarsi sia nell’infanzia che nella prima età adulta anche se l’incidenza massima la si ha tra i 15 e i 25 anni.

Colpisce all’incirca il 2,3 % della popolazione e può manifestarsi indistintamente sia nel sesso maschile che in quello femminile.

È un disturbo che se non viene adeguatamente curato generalmente tende a cronicizzare, anche se con fasi altalenanti di miglioramento e di peggioramento, ma a volte si aggrava progressivamente fino a compromettere il funzionamento in diverse aree; questo ovviamente comporta un peggioramento della qualità della vita.

I sintomi caratteristici del disturbo sono le ossessioni e le compulsioni.

Le ossessioni sono idee, pensieri, immagini o impulsi che si presentano ripetutamente nella mente di una persona, e riguardano per esempio l’aver fatto del male a sé o a altre persone, oppure il venire a contatto con lo sporco e i germi. Risultano essere molto fastidiose perché provocano ansia e disagio sia per il loro contenuto sia per la loro frequenza.

Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi ( per esempio lavarsi le mani o contare), o azioni mentali (per esempio pregare o ripetere mentalmente delle formule ) che la persona compie per ridurre il disagio provocato dalle ossessioni.

La Terapia Cognitivo Comportamentale può rappresentare un valido aiuto per chi soffre di questo disturbo in quanto permette di ridurre nel breve termine sia la quantità che la frequenza dei sintomi.