Una fobia è una paura intensa, persistente, duratura nei confronti di un elemento specifico, si tratta di una reazione emotiva sproporzionata per qualcosa che non rappresenta una reale minaccia, ma la persona percepisce questo stato d’ansia come incontrollabile.

La paura che si prova è talmente intensa da spingere ad attuare comportamenti di evitamento delle situazioni nelle quali è probabile trovarsi a fronteggiare lo stimolo fobico.

Tra le fobie più diffuse ci sono la fobia per gli animali ( insetti, cani, ragni ), la fobia per gli ascensori, gli aerei, per gli aghi, per il sangue, per la latitudine.

Le persone che soffrono di fobie specifiche provano specifici sintomi fisiologici quali: vertigini, tachicardia, nausea, diarrea, senso di soffocamento, tremito e spossatezza. Ovviamente tali sintomi si attivano solo vedendo lo stimolo temuto o anche al pensiero di poterlo vedere, inoltre tali sintomi si attenuano se la persona ritiene di essere riuscita ad evitare lo stimolo fobico e si sente al sicuro.

In altre persone invece, di fronte allo stimolo fobico, non si verifica un’iperattivazione fisiologica ma una risposta opposta, con una decelerazione del battito cardiaco e un abbassamento della pressione sanguigna fino a provocare un vero e proprio svenimento. Tali reazioni fisiologiche sono tipiche di quelle fobie legate ad esempio alla vista del sangue, delle ferite, delle iniezioni.

Le fobie possono essere molto limitanti nell’ambito della vita quotidiana del paziente, poniamo il caso per esempio di una persona che avendo paura degli aghi e delle siringhe evita di fare controlli medici.

La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale attualmente rappresenta il trattamento più efficace per la cura delle fobie specifiche. In tale ambito la tecnica maggiormente utilizzata è l’esposizione graduale agli stimoli temuti; la persona si avvicina gradualmente allo stimolo fino ad arrivare ad avere con esso un contatto diretto, grazie a questa tecnica con il tempo inizierà a percepire lo stimolo fobico come neutro anche grazie ad un processo parallelo di ristrutturazione cognitiva delle idee irrazionali relative allo stimolo ( per es. se uno scarafaggio si appoggerà sulla mia mano, sicuramente mi pungerà e morirò).

Per fare un esempio di esposizione in vivo poniamo il caso di una fobia molto diffusa: la paura dell’ascensore; il terapeuta concorda con la persona l’esposizione ad una serie di stimoli a intensità crescente: per es. si può inizialmente far vedere al paziente foto di ascensori, poi un video con persone che lo utilizzano, poi paziente e terapeuta si possono avvicinare insieme ad un ascensore aperto, successivamente entrano insieme nell’ascensore tenendo la porta aperta e poi possono iniziare a fare qualche piano insieme, finchè il paziente non si sentirà in grado di usarlo da solo. Tutti questi passi che il paziente compie sono sempre molto graduali e non si passa mai al passo successivo se il paziente non ritiene di sentirsi a suo agio in quello attuale.

Oltre alle tecniche di esposizione risultano essere molto efficaci anche le tecniche di rilassamento.